ROMANZO: COME DESCRIVERE LE SCENE?

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ROMANZO: COME DESCRIVERE LE SCENE?

Uno dei momenti più problematici per un autore consiste nella costruzione delle scene. Ed esistono molte scuole di pensiero sul tema. In tanti ritengono che si debba essere precisi, per permettere al lettore di immaginare la scena.

Io non sono d’accordo. Che il lettore debba immaginare non ci piove. Ma deve immaginare la sua scena, non quella che ha in mente chi scrive.

L’immaginazione è uno dei momenti più belli della lettura. Vincolarla con troppi punti di riferimento finisce con lo schematizzare la narrazione e si smorza l’entusiasmo del lettore.

Inoltre, bisogna mostrare ciò che il personaggio vede tenendo conto di chi sia e di dove si trovi.

Per esempio, se una ragazza entra nella sua stanza, non s’incanterà mai sul poster di Laura Pausini appeso sulla parete di fronte. È la sua stanza, sa che si trova lì e chissà quante volte l’avrà visto.

Diverso è il caso in cui entrasse per la prima volta nella stanza una sua amica.

O ancora…

Raccontare dettagliatamente l’insegna di un negozio mentre si sta scappando da un potenziale assassino è fuori luogo. Chi mai presterebbe attenzione a un’insegna in un caso del genere? Ammesso che il locale non sia funzionale all’intreccio…

Ma se è una semplice attività commerciale che non ha alcuna funzione nell’intreccio, una frase sulla luce a neon o sul colore è già sufficiente. Inoltre stimolerà il lettore a costruirsi la scena nella sua testa.

Così come, in alcune circostanze, non ha molto senso insistere sulla descrizione delle emozioni, ma è meglio mostrarle.

Elencare tutte le sensazioni provate da un’impiegata ripresa da un superiore può essere mostrato attraverso il rossore del viso o il fatto che si morda il labbro. Dice già tutto e dà al lettore la facoltà di immedesimarsi nel personaggio. Di provare quelle emozioni, senza che lo scrittore le citi.

Ovviamente, si tratta della mia opinione. Schematizzare la scrittura e sostenere che uno stile sia migliore o che, addirittura, ci sia una cosa giusta e una sbagliata è l’errore tipico di chi vorrebbe spiegare l’arte con la tecnica, non capendo che arte è comunicazione. In qualunque forma l’arte venga veicolata.

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