LA CONFESSIONE DELL’EDITORE

SCRITTORIMODERNI.COM

Lo scorso mese di ottobre, mi trovavo a Roma per un evento in Campidoglio, in cui presentavo otto artisti da me selezionati.

Avevo fissato un appuntamento con un editore conosciuto durante altri eventi. Uno tra i più noti in Italia.

“Ho letto l’incipit e qualche pagina. Dalla sinossi, si capisce che il libro è buono. Bella l’idea e anche l’intreccio funziona. Tuttavia, lei non è Vittorio Sgarbi. E nemmeno mi garantisce i numeri di un Francesco Totti o di un qualunque personaggio famoso. Che poi sappiano scrivere, chi se ne frega! I libri li scriviamo noi per loro… Vede, in tutta onestà, i libri sono prodotti commerciali, investimenti esosi che noi sopportiamo per avere un ritorno.”

“Quindi, mi consiglia di rivolgermi a un editore minore?”

“Sicuramente, se fossi un piccolo editore non mi lascerei sfuggire questo romanzo, ma ci sono due problemi: il primo è che sono sovraccaricati di libri buoni, scritti da gente che non garantisce vendite, il secondo è che pubblicare con un piccolo editore è quasi sempre un colpo sparato a salve.”

“In che senso?”

“Nel senso che è improbabile che spendano più di tanto nell’editing del romanzo, per di più la distribuzione è pessima, la pubblicità non esiste e di vendite non se ne vedono, fatta eccezione per le copie che sarebbe capace di vendere da solo.”

“Allora?”

“Le consiglio il self publishing.”

Faccio una smorfia.

“Non abbia pregiudizi. Noi abbiamo personale dedicato a leggere e a prendere in considerazione i libri che hanno ottimi risultati di vendita tra quelli pubblicati in proprio. Negli Stati Uniti funziona così da un secolo, mentre da noi… Gli scrittori pretendono la grande casa editrice, ma non comprendono che se vuoi giocare alla Juventus, prima devi far notare i numeri in seri C… Tuttavia ha due modi per pubblicare in proprio.”
“Sarebbe a dire?”

“Potrebbe prendere il suo romanzo e inviarlo così com’è, impaginato in qualche maniera e metterlo in vendita. Oppure potrebbe investire sul suo libro. Farlo editare da un professionista, innanzitutto, dopodiché studiare una giusta campagna pubblicitaria e poi darlo finalmente al mercato.”

“E dopo?”

“E dopo non si preoccupi. Abbiamo la sua mail. Se il libro avrà i numeri giusti, saremo noi a contattarla. Per questo e per i prossimi. Lei, come le ho detto, non è Sgarbi, ma ha già un discreto pubblico. Non abbastanza per una casa editrice come la nostra, ma fondamentale per ottenere ottimi risultati in proprio.”

Da questo incontro sono partito con quello che è diventato il progetto intitolato Il Segreto di Lukas Kofler. Mi sono affidato a un’esperta di editing e, dopo mesi di lavoro, ho finalmente dato mandato all’editore di pubblicare il mio libro.

Per farlo ho scelto i servizi della casa editrice numero uno in Italia, Youcanprint. Si tratta di una casa editrice che vanta autori già noti, come il Professor Giulio Tarro, o Paolo Marrone, partito da questa casa editrice e poi notato da Mondadori in virtù del successo editoriale. Ma ci sono giornalisti di RAI e Mediaset, nutrizionisti e psicologi affermati… Poi, naturalmente, ci si imbatte anche in chi non ha particolari velleità stilistiche e immette sul mercato libri che potrebbero essere riscritti meglio ed editati, ma le potenzialità di questa strada ne fanno lo strumento di pubblicazione del futuro.

Come confessato dall’editore di cui sopra, le grandi case editrici non hanno soldi, né tempo, per chi non garantisce vendite sicure.

Le piccole case editrici non garantiscono di immettere sul mercato un buon prodotto.

Perciò, meglio tirarsi su le maniche, lavorare sull’editing del romanzo e promuoverlo in proprio, invece di perdere tempo prezioso per la ricerca di editori improbabili e che non apportano nulla al romanzo.

Prossimamente, vi darò qualche data sulle presentazioni in galleria e sulle altre iniziative.

Nei prossimi giorni, ci sarà anche un’anticipazione della copertina.

Il lancio è fissato per la seconda metà di aprile

Ma quale sarà il segreto inconfessabile di Lukas Kofler?

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